Il piatto della servitù
Le frittole di maiale, conosciute in Calabria anche come frittuli o, più raramente, frittula, sono uno dei piatti più antichi e identitari della tradizione gastronomica regionale.
Nascono da una sapienza contadina che insegna a non sprecare nulla e a trasformare anche le parti meno nobili del maiale in una preparazione intensa, ricca di gusto e memoria.
La ricetta utilizza ossa con residui di carne, cotenna e talvolta alcune interiora, lavorate lentamente all’interno della grande caddara, il tradizionale paiolo in rame.
Carne e grasso vengono disposti nel recipiente e coperti con acqua salata, per poi cuocere a fuoco dolce per molte ore. La lunga cottura, che può superare le cinque ore, permette agli ingredienti di amalgamarsi, sprigionando profumi profondi e sapori decisi che raccontano la cucina di una volta.
Durante la preparazione, sul fondo della caddara si formano piccoli frammenti di carne croccante e saporita, chiamati micciunati.
Sono proprio questi a diventare protagonisti di un altro piatto simbolo della cucina calabrese: il piatto della servitù. Tradizionalmente preparato con uova fritte al tegamino e micciunati, è una ricetta semplice e potente, capace di restituire l’autenticità di una tradizione popolare intatta nel tempo.
Riscopri un piatto che profuma di camini accesi.
Ivan Costantino guida i visitatori in questo piccolo viaggio nella cucina popolare: racconta la storia delle frittole, della caddara e delle abitudini legate all’uccisione del maiale, per poi servire il piatto della servitù, dove le uova al tegamino incontrano i micciunati croccanti e profumati.
UOVA E MICCIUNATI
Durata variabile
Accesso su prenotazione
Luogo Via IV Novembre, 5 – Gerace
RISTORANTE LA BROCCIA
Ivan Costantino +39 340 064 1099
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