La porta del sole è così soprannominata in quanto essendo esposta ad est permette al sole di illuminare l’attuale via Roma, principale arteria di accesso alla città. La porta riprende lo stesso schema dell’arco dei Vescovi, monumentalizzando la tipologia ad arco che si ritrova anche nella porta del Borghetto e in quella, distrutta, di Santa Lucia. Ai lati dell’arco di accesso, sormontato da un fastigio polistilo e ospitante lo stemma della città, ci sono specchiature tra lesene tuscaniche, originariamente policrome. Salendo da via Roma, guardando la porta urbica delle Bombarde, in alto a destra anticamente vi era installata la torre dell’orologio pubblico. Nel 1962 un fulmine colpì e demolì la torre assieme all’orologio. L’abbattimento della struttura causò anche il crollo della campana utilizzata per segnare le ore. La torre non venne più ricostruita e la campana cinquecentesca era talmente pesante che alla fine si decise di lasciarla sul posto. L’orologio era stato acquistato nel 1912 presso la ditta Terrile di Lecco per 1.425 lire, in sostituzione di un altro non più in grado di rispondere all’uso cui era destinato. Dopo lungaggini amministrative, finalmente l’orologio da torre venne collocato il 30 ottobre 1920 dal meccanico Girolamo Scionti aiutato dal fabbro Francesco Triunveri, dal muratore Domenico Condò e dal falegname Achille Sorbara.