Arti e Mestieri

Scopri i segreti degli antichi mestieri che ancora resistono a Gerace. Da ceramisti a tessitori, da mestieri della campagna e della cucina a maestri orafi, lasciati affascinare dalle loro abilità tramandate nel tempo. Ammira la maestria di queste arti tradizionali e porta a casa un pezzo unico di Gerace.

Fino agli anni ‘50 del XX secolo, Gerace era rinomata per le sue attività artigianali, in particolare la ceramica. Nel Borgo Maggiore si trovavano botteghe e officine di maestri vasai chiamati argagnari, che creavano manufatti coroplastici e vascolari in terracotta come pinakes, anfore, crateri e cuccuma. L’argilla per la produzione veniva estratta dalle cave locali. Nel XVII secolo, Gerace divenne un importante centro di produzione ceramica, con fabbriche famose come quella di Iacopo Cefali. I ceramisti geracesi si ispiravano ai motivi ornamentali veneziani del XVI secolo e i loro manufatti venivano esportati in diverse località, incluso Malta, Sicilia, Napoli e Spagna. Oggi, l’attività ceramica è portata avanti da Susanna Campiti e dai fratelli Condò, che offrono ceramica grezza e dipinta con uno stile moderno.

Nel passato, la tessitura rappresentava un aspetto importante dell’economia familiare a Gerace. Era un’arte che simboleggiava la condivisione e la socializzazione delle donne, richiamando l’immagine di Penelope nel mito greco come simbolo di fedeltà e determinazione. Le giovani donne di Gerace erano coinvolte nella tessitura fin dalla tenera età, e le madri si affrettavano a preparare il corredo necessario per il loro futuro matrimonio. Oggi, la tradizione tessile è mantenuta viva da una cooperativa che riprende antichi motivi bizantini e classici. La tessitura avveniva utilizzando il telaio azionato con mani e piedi, con la materia prima che poteva variare dalla lana al cotone, seta e altri materiali naturali.

Il tessuto della ginestra era particolarmente pregiato e spesso utilizzato per i corredi nuziali. Il ricamo e la filatura dei tessuti erano pratiche comuni, con motivi decorativi come “zampa di cavallo”, “occhi pernice” e “arcata” che richiamavano i canoni artistici greci. Fino agli anni ‘40 del XX secolo, l’allevamento del baco da seta era diffuso nelle case di campagna, con i bachi nutriti con le foglie di gelso e la seta successivamente lavorata nei setifici.

Oggi, la cooperativa Aracne ha ripreso la tradizione della tessitura, arricchendo i motivi decorativi tradizionali con lo studio di forme e stilemi bizantini antichi e nel suo laboratorio riporta indietro nel tempo viaggiatori e turisti a vivere uno dei mestieri più antichi e affascinanti.